1942 - ROMA - L'EUR
Già abbiamo visto come la seconda guerra mondiale abbia impedito la ricostruzione di un'opera derivata da una Esposizione Internazionale, in quel caso la prima dell'1851, e precisamente il Crystal Palace smontato dalla Fiera e rimontato in altra posizione, poi distrutta da un incendio.
Ma la Guerra ha anche impedito la realizzazione dell'Expò del 1942, a Roma, dove era già stato predisposto all'uopo il Quartiere E.U.R.
UNA FOTO DELL'EUR NELLA PRIMA FASE DI COSTRUZIONE

1958 SEATTLE BRUXELLES ATOMIUM 1962 SEATTLE SPACE NEEDLE
1962 SEATTLE PACIFIC SCIENCE CENTER 
1967 - MONTREAL - L'HABITAT 67 DI MOSHE SAFDIE
Un esempio di architettura flessibile, trasformabile, aggiungibile, decurtabile;
un "organismo in fieri" con una tipologia di immagine che affonda le sue radici nella gasba algerina (era attuale ed emergente la “Battaglia di Algeri”, film del 66 di Gillo Pontecorvo sui dieci anni di lotta di liberazione portati avanti dal F.L.N. - Fronte Nazionale di Liberazione);
un'architettura veramente organica, pur nel cubismo di stampo razionalista delle sue forme, organica in quanto organismo come vivente nella sua adattabilità nel tempo e nello spazio alle esigenze degli abitanti suoi fruitori.
LO SKY-LINE ACCATTIVANTE
VISTO DALL'ESTERNO VISTO DALL’INTERNO

UN FERREO CUBISMO IN CONTINUA TRASFORMAZIONE
Sempre dell'Expò del '67, il Padiglione Americano di Buckminster Fuller, oggi "Biosfera", ove continua la esaltazione di ferro e vetro, eccessiva manifestazione di nuova tecnologia, mal contornata da una natura in disuso.
"Biosfera" di Buckminster Fuller









