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Giovedì 27 Maggio 2010 15:38

48 - GLI ANFITEATRI: I PRIMI STADI DEL PASSATO

Scritto da  Guido del Cornò
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circo massimo48 - GLI ANFITEATRI: I PRIMI STADI DEL PASSATO
UN VOLO PINDARICO NELLA CITTA' IMPERIALE

  Ogni competizione agonistica è il simulacro di pace di una piccola guerra, di una virtuale battaglia campale. E gli atleti delle tante discipline sportive sono la sublimazione pacifica dell’eroe guerriero.


  Nel 480 a.c. trecento opliti spartani delle Termopili, prima della battaglia, scaldavano i muscoli con esercizi preparatori, propedeutici per la tenzone: ed in trecento fermarono un esercito di oltre 100.000 uomini di Serse. Dieci anni dopo, nel 490, il 10 agosto, nella calura ateniese della pianura di Maratona, dopo un’epica battaglia vittoriosa, Filippide morì nell’Acropoli di Atene, dove giunse per annunciare la vittoria dopo una corsa di 42.195 km. (Ma pochi ricordano quanto ci tramanda Erodoto, che l’eroico Filippide aveva da poco percorso in soli quattro giorni la distanza andata e ritorno da Atene a Sparta, per chiedere rinforzi: circa 500 chilometri!). In oriente le discipline di filosofia attiva, di autodifesa e di attacco terapeutico, ci vengono tramandate come “arti marziali”, specie di viatico divino per la contesa, sotto l’egida del mitologico dio Marte, versione romana di Ares, dio della Guerra.

 CIRCO MASSIMO A ROMA   A Roma, gare equestri con bighe e quadriglie venivano indette nel Circo Massimo, già utilizzato ai tempi di Romolo, e poi dai re di dinastia etrusca, in quanto forse unico ampio spazio pianeggiante (620x120 ml.) in prossimità del Tevere, dove dall'antichità più remota si svolgevano trattative commerciali, attività di mercato e di scambi, e - di conseguenza - anche le connesse attività rituali (si pensi all'Ara massima di Ercole) e di socializzazione, come giochi e gare: quasi l’antesignano di un moderno velodromo.

 Ma il sublime fu raggiunto con forse quello che può essere considerato il primo stadio della storia, il Colosseo, vera e propria struttura ad anfiteatro, e vero e proprio capolavoro di Ingegneria, oltre che di Architettura.
  L’impiego strutturale di archi e volte, concatenate tra loro, permette di opporsi alla enorme spinta devastante di una folla che improvvisamente si alza tutta in un solo attimo, per urlare di entusiasmo: il tutto in assenza, ovviamente, di cemento armato.

IL COLOSSEO
 
  Va ancora aggiunto che tale struttura, quale un moderno stadio di calcio, aveva a copertura una tensostruttura aggrappata con anelli lungo tutto il colmo della ellissi: possiamo affermare che si trattava di una realizzazione estremamente moderna (allo Stadio Olimpico, come in tanti altri stadi in Italia e nel mondo, le coperture sono dtate aggiunte in un secondo momento, rispetto alla loro prima realizzazione). A pianta ellittica (con assi di 188 per 157 metri, con una circonferenza ellittica di circa ml. 527; ed un’altezza al colmo delle gradinate di 52 metri), veniva usato per manifestazioni ginniche cruente con spettacoli di gladiatori, anch’esse simulacro miniaturizzato di vere e proprie battaglie, ed anche qui con gare di bighe (vedi lo splendido Charlton Heston nel film Ben Hur di William Wyler del 1959). Ma poi venne usato anche per altre manifestazioni altrettanto cruente, e forse meno sublimi, quali le persecuzioni dei cristiani: ma dal punto di vista del potere temporale romano, tutto ciò scaturiva dalla difesa della loro religione contro quegli strani personaggi che pareva ordissero contro lo stato, quali odierni terroristi: ed anche questo può essere letto come il simulacro di una guerra politica. E simbolo dell’Impero Romano, troviamo tanti “Colossei” realizzati nel bacino del Mediterraneo, in Africa come in Europa e nel Medio Oriente.
  Ed infine un ultima considerazione onirica, venuta come per caso.  Sono circa duemila anni che esiste il Colosseo, e sarebbe bellissimo poterlo vedere dal vivo. Ed allora tentiamo un volo pindarico, ma basato su cognizioni scientifiche e dati matematici certi, ragionando per assurdo: ipotizziamo che qualcuno possa posizionare un immenso specchio parabolico nell’estremo spazio, a mille anni luce di distanza dalla Terra, ed orizzontato in maniera ortogonalmente diretta tanto da poter riflettere sulla terra i raggi da questa emanata: i fasci di luce che sono partiti duemila anni fa dalla terra, e quindi dal Colosseo, impiegano andata e ritorno duemila anni (mille ad andare e mille a tornare): questo, nel nostro sogno basato su un teorema per assurdo, permetterebbe di vedere dal vivo i nostri bravi gladiatori, come i nostri attuali Del Piero e Gattuso. E ci accorgeremo che tante testate alla Zinédine Zidane venivano somministrate anche allora.

Ultima modifica Martedì 29 Marzo 2011 11:23
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