Mercoledì 18 Novembre 2009 16:33

9 - Fucksas: RH 2000

Scritto da  Guido del Cornò
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  Tra gli occupanti vi era un ragazzo dai capelli rossi, di cui non ricordo il nome, un po' efebico, gracilino, un po' timido, iscritto all'AGIR, di area Liberale

 (anche mio padre era un Liberal, vicino al grande Malagodi), quindi uno dei pochi aderenti ad un partito centrale di destra che partecipassero all'occupazione. E vi era uno, un po' più grande, meno sottile, certamente più arrogante e battagliero, che se non “gliele dava”, certamente “gliele prometteva” ogni volta che lo incontrava.
  Così conobbi Massimiliano Fuksas; ora è noto per la sua "Nuvola", e per aver ereditato da Zevi la Rubrica di Architettura dell'Espresso; ed emerso qualche anno fa in televisione con la pubblicità di una nota casa automobilistica, in uno stacco in cui disegna su un parabrezza, con gli occhi un po' fumati di chi è rapito dall'ispirazione, l'immagine di una nuvola, primo schizzo per il progetto dell'automobile stessa.

 
IPOTESI DI PROGETTO DI FUCKSAS

 
LA NUVOLA DI MASSIMILIANO FUCKSAS


    Vi era allora la tendenza, tra gli studenti, di creare studi di Architettura     tra non laureati: ed in cinque creammo un mitico studio al Portico di Ottavia, RH 2000 (Ricerca Habitat 2000, ma poteva significare anche la forza di un gruppo sanguigno): con Stefano Valoppi (poi finito tra i testimoni gi Geova), allora mio compagno di studi tra il primo ed il secondo anno di facoltà, un compagno del secondo anno (aborro la parola "compagno", quando si allude ad appartenenti all'area comunista; come aborro la parola "camerata", per i fascisti; come aborro la parola "amici" per l'area democristiana e di Comunione e Liberazione: fa tanto di militanza idiota e tifoseria violenta da stadio), uno del terzo, … e Fuksas, allora studente tra il terzo ed il quarto anno.
 
  Fu un anno di progetti con il sapore della Leggenda, pubblicati in un mensile, "Finalità dell'Architettura", autogestito dagli studenti, diretto da Michele Pinto, che dava spazio appunto ai progetti degli studenti, ed all'architettura così detta utopica. Ci ispiravamo alle fantasie futuriste del Gruppo Archigram, alle sperimentazioni dei Padiglioni delle expò internazionali (Mies Van Der Rohe a Barcellona, Valle a Osaka, l'Habitat di Montreal);   ma anche con un occhio alle radici del passato, alla Gasba Algerina, a Borgo Pio (e non a S. Pietro, o, all'opposto, via della Conciliazione).  

   Lo studio RH 2000 aveva mille potenzialità e produceva una grande quantità di materiale: e la sera, sul tardi, il giretto tra i ruderi del Portico di Ottavia e del Teatro Marcello coloriva di magia i nostri animi.
  Purtroppo qualcuno dei cinque cominciò ad usare lo studio per uso improprio, con scopi anomali, e senza il consenso degli altri: fu l'inizio e la causa del declino e della fine di quello spazio da sogno.

 

Ultima modifica Mercoledì 20 Aprile 2011 18:42

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