Martedì 30 Marzo 2010 14:15

23 - ENERGIA EOLICA

Scritto da  Guido del Cornò
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23 - ENERGIA EOLICA

  Abbiamo in pratica introdotto un concetto giuridico sovranazionale che regolamenti la produzione di energia per il globo.
  Il diritto alla produzione di energia, lo IUS CREANDI, non può essere lasciato in pasto ai singoli stati: di cui alcuni potrebbero non avere la forza economica e la capacità tecnologica per la produzione, ed altri non avere le giuste materie prime o gli spazi ed i siti ambientali favorevoli;
  e di conseguenza anche il diritto alla distribuzione e al consumo di energia, che deve essere oggetto di una pianificazione globale, al fine anche di dotare regioni e stati con minori opportunità della giusta quantità di energia.

  Altra forma di energia prodotta da fonte riproducibile è quella eolica: e come la solare va cercata e prodotta nelle zone di massima irradiazione (ed abbiamo individuato le zone desertiche), così l'eolica va posizionata nelle zone dove il vento è tiranno assoluto: le zone artiche ed antartiche.
 
  In tal modo, le zone del globo con clima estremo diventerebbero le zone di produzione di una buona percentuale di energia, divenendo in tal modo zone non più abbandonate da dio e dagli uomini, ma punti di concentrazione di interessi e di economia.
  A Dubai grattacielo a energia eolica, sarà alto 250 metri e formato da piani rotanti indipendenti (Corriere della sera . it -  26 agosto 2006)
  Progettato in Italia. Sarà dotato di eliche e pannelli solari che garantiranno l'autosufficienza energetica
  DUBAI - Un grattacielo alto 250 metri, con piani rotanti staccati uno dall'altro, così da potersi muovere in modo indipendente.
   E, aspetto ancora più eclatante, più che autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie allo sfruttamento dell'energia del vento e del sole.
  Sarà costituto a Dubai, negli Emirati Arabi, ma è stato progettato in Italia, per la precisione a Firenze, da David Fisher (l'inventore Fabio Bettazzi e Marco Sala, con la partecipazione di Leslie Robertson, l'ingegnere statunitense ideatore del «World Trade Center» di New York.
    Il progetto è stato presentato nell'ambito dell'ultima giornata del Wrec 2006, il nono congresso mondiale sull'energia rinnovabile, che si è tenuto in questi giorni a Firenze.
  «Ognuno dei 59 piani della torre ospiterà un appartamento e ruoterà in maniera indipendente - ha spiegato David Fischer - cosicché il risultato sarà un edificio in continua trasformazione. Gli spostamenti avranno una velocità molto lenta, così da non risultare fastidiosi per gli inquilini della torre, che non percepiranno il movimento, ma potranno svegliarsi vedendo dalla propria camera il sorgere del sole e cenare davanti al tramonto».
  «L'energia elettrica - ha aggiunto - sarà prodotta da una serie di ventole che verranno installate negli spazi liberi tra i piani e sfrutteranno la forza del vento come se fossero mulini. Inoltre anche i singoli piani, girando grazie al vento, produrranno energia. Infine ci sarà l'apporto dei pannelli solari, che verranno posizionati sui tetti di ciascun piano e che durante la giornata, ruotando, rimarranno parzialmente esposti alla luce. In questo modo l'edificio non solo produrrà l'energia che gli è necessaria, ma sarà anche in grado di venderla all'esterno. Secondo i nostri calcoli in un anno la torre fornirà circa 190 milioni di kilowatt di energia, per un valore di oltre 7 milioni di euro».
  Si tratterà della prima costruzione interamente girevole al mondo. Finora sono stati realizzati ambienti ruotanti, specialmente in cima alle torri, ma che occupavano solo una parte dell'edificio.
Il progetto, secondo quanto riferiscono gli architetti, essendo costituito da piani singoli e distinti, dispone di una resistenza ed elasticità che lo rendono antisismico.
   I lavori prenderanno il via fra tre mesi a Dubai e il loro termine è previsto dopo due anni e mezzo circa. Il costo? Intorno ai 500 milioni di dollari. La torre avrà un nucleo centrale portante in cemento armato, su cui verranno installate meccanicamente unità prefabbricate e finite, complete di impianti elettrici ed idraulici, che comporranno gli appartamenti. Un intero piano, in questo modo, potrà essere assemblato in pochi giorni».
 Ma il nostro intendimento è di innalzare la capacità progettuale degli operatori e dell'industria edile, affinché quanto si produca non sia il prodotto di una iniziativa unica ed irripetibile, al limite del fantascentifico, pertanto sterile anche se potrebbe apparire un capolavoro, ma forse è un mostro. Bisogna cominciare a pensare l'edilizia, l'urbanistica, come un oggetto di "industrial design", quale sommatoria complessa ed articolata di tante componenti elementari prodotti in serie, quindi riproducibili, ma assemblabili con tante possibili varianti, che permettano l'adattabilità funzionale all'individuo, e la gradevolezza estetica per l'immagine.

  L'energia eolica, nel giudizio degli italiani preoccupati per i cambiamenti climatici, nel nostro Paese è "poco sviluppata e dovrebbe esserlo molto di più", togliendo gli stretti limiti di produzione energetica imposti da alcune regioni e creando nuovi parchi eolici, pur nel rispetto delle zone di maggior interesse paesaggistico. Sono queste le conclusioni a cui giunge un'indagine sul consenso sociale dell'energia eolica in Italia promossa dall'Anev (Associazione nazionale energia del vento) e da Greenpeace.
  Un sondaggio su un campione di 800 italiani, che fa il punto soprattutto sulla situazione sarda: una delle regioni più ventose, in cui era stato imposto un limite di produzione - 550 Megawatt, poi rimosso - e in cui permane il vincolo di utilizzare solo zone industriali degradate per impiantare le pale.
  La salvaguardia del paesaggio è infatti una delle motivazioni chiave nel basso sviluppo dell'utilizzo del vento come fonte alternativa. Le enormi pale eoliche e il loro impatto creano preoccupazioni, eppure il 50,5 per cento degli intervistati crede che "si dovrebbero impiantare parchi eolici in aree di maggiore vento", tranne in alcune di rilevante interesse paesaggistico.
  Gli italiani assolutamente contrari allo sviluppo eolico per ragioni paesaggistiche sono invece il 5,4 per cento.
  L'uso della forza del vento per produrre energia è, nella classifica delle fonti rinnovabili, al secondo posto nelle preferenze degli italiani, dopo il solare fotovoltaico (che, in una scala da 0 a 5, ottiene il voto 4,5) e prima dell'energia idroelettrica, di quella delle onde del mare e delle biomasse.
  Una larga maggioranza, l'86 per cento, ritiene che l'energia eolica sia poco sviluppata e che potrebbe esserlo molto di più.
Il 59,5 per cento dei residenti in Sardegna vede nell'incremento dell'uso dell'energia eolica "un'opportunità positiva per il nostro territorio e va accettato", mentre un'altra fetta ampia di sardi, il 30,5 per cento, non è contraria pur non credendo che questo porterà particolari benefici.
  Sulle limitazioni presenti nella regione, per il 19 per cento i 550 MW non dovrebbero essere superati, per il 42 il tetto va ripensato, mentre per il 36 per cento non vanno imposte limitazioni tranne che per le zone di pregio paesaggistico e turistico.
  Anev e Greenpeace spiegano che nel mondo sono installati impianti eolici per 60mila MW con 150mila addetti, e il potenziale di sviluppo entro il 2020 è fino a venti volte maggiore. Tuttavia l'impatto occupazionale, per due italiani su tre, non sarebbe significativo pur a fronte di nuovi posti di lavoro. Quelli che potrebbero essere creati se si scegliesse di puntare sul vento per passare dall'attuale produzione di 2100 Megawatt a quella, possibile, di 10mila.

Ultima modifica Martedì 26 Aprile 2011 10:15

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