26 - RIFIUTI DOMESTICI
La sera mariti indifesi, simili a loschi figuri ammazzati dalla vergogna, si aggirano nelle vie circondarie ai propri appartamenti, con l’orrenda busta di plastica in mano: l’immonda spazzatura!
“ma che jè farai alle donne”
“jè butto ‘a spazzatura”.
Con il piede tentano invano di aprire il sarcof… pardon, il cassonetto;
ma chi ha progettato per la Nettezza Urbana tali contenitori evidentemente non conosceva la più banale delle leggi di Archimede, la leva;
per cui i ripetuti tentativi non raggiungono altro obiettivo che alitare l’olezzo ivi contenuto a mezzo della breve apertura a diaframma del coperchio, sventolato ripetutamente a mo’ di ventaglio;
di conseguenza si aiutano con le mani, toccando l’incrostato coperchio, o ficcando la mano nei residui di pollo dell’ultimo sacchetto, ovviamente rimasto aperto, se questo prima non gli rovina addosso.
L’ultimo sforzo è rilasciare il coperchio: a quel punto il ferro batte contro ferro con clangore da gladiatori.
Poi, sperando che nessuno li abbia visti (ma sicuramente sentiti), si allontanano furtivi come ladri dalla zona dei cassonetti: anzi, scusate, ora si chiama “Isola Ecologica”, i netturbini si chiamano “Operatori Ecologici” anche se tutto ciò nulla ha che fare con l’Ecologia”, ma solo con la “fetenzia”.
Alcuni, i più solerti, tentano di distribuire bottiglie in contenitori che stanno raggruppati in tutt’altra zona, che troveranno ovviamente pieni, per cui lasceranno a terra il loro sacchetto per il vetro, con rischio di rottura, e destinato a finire comunque nella tramoggia del camion della spazzatura non differenziata.
Una volta chiamai l’AMA per smaltire una tazza, bidet e lavandino derivanti dalla demolizione di un bagno;
previo pagamento del relativo bollettino arrivò il carretto degli addetti, caricarono il materiale, girarono l’angolo, raggiunsero il camion della spazzatura che faceva il suo giro normale, scaricarono nella tramoggia il loro carico: sotto i miei occhi vidi la tramoggia stritolare i sanitari come fuscelli ed ingoiare i pezzetti di ceramica come nulla fosse.
Questa è l’immagine quotidiana del rifiuto domestico, nel duemila e oltre dopo Cristo; nell’era dell’intelligenza artificiale.










