30 - SIAMO ANCORA NELLA PREISTORIA: MO' CI USCIAMO, MO’
Uscire dalla preistoria non è difficile. Quando è stata inventata la ruota, la ruota era già stata inventata: ma veniva usata non come mezzo di locomozione, ma quale mola di tornio per frantumare cereali. Il passo da fare era piccolo per giungere all'intuizione che, oltre all'asino o all'uomo che spingeva il palo della mola, la ruota poteva essere abbinata al cavallo o al bue, per correre ed arare: ma ci vollero circa 10.000 anni, dal 15.000 al 5.000 circa avanti Cristo.
E così in edilizia: l'industrial-design, la progettazione per attività di hi-tec, l'hi-fi, il web, già usano da molti decenni l'impiantistica integrata e stampata, l'elettronica, la cibernetica; da tempo usano criteri di flessibilità, di trasformabilità,di organicità, di riproducibilità, di stampabilità; e sperimentano nuovi materiali ormai collaudati dal tempo come leghe al tungsteno o al molibdeno, l'acciaio inox, fibre di carbonio, fibre ottiche, comandi vocali, telecomandi.
L'edilizia no: in edilizia si impasta, a mano o con mezzi meccanici antidiluviani, come la mola trainata dall'asino; in edilizia la porta di ingresso si inchiava a dieci mandate, con chiavi di sicurezza sempre più robuste, sempre più simili a quelle medioevali tornite con tondo del 10; in edilizia si tirano giù le tapparelle, perchè non si riesce a schermare la luce con sistemi automatici, per non dire ottici, che sarebbe fantascenza; le finestre, tranne che in qualche grande architettura (quella rappresentativa e per classi abbienti), sono in piano, il vetro è trasparente. In qualsiasi utilitaria, invece e già da tanto tempo, il vetro è leggermente arcuato con curva aerodinamica, leggermente fumè, sfumato dalla parte alta verso il basso, spesso anche fotosensibile a gradazione bilanciata a seconda della luce. Nella casa gli oggetti di arredo si aggiungono, si posano sopra al pavimento o si sospendono a parete con staffe pericolose o destinate a strapparsi dal muro; nell'automobile questo avviene solo appena nasce un nuovo optional: chi non aveva il Tom-Tom, se l'è comprato, e l'ha dovuto mettere appeso, a ventosa più o meno autoreggente, ma sempre destinata a cadere; ma questo per poco; subito sono nate le automobili di nuova generazione, ed il Tom-Tom si è integrato nel cruscotto, come la radio, la TV, il quadro comando, il tutto sempre con disegno accattivante;
ben diverso dal quadro elettrico di un appartamento, che si mette regolarmente dietro la porta di ingresso, in maniera che quando si entra non si possa vedere, perchè osceno.
Unica eccezione dell'ultima ora, la televisione al plasma, ultrapiatto, che facilmente si integra nel muro, contornato da altri arredi:
ma è comunque aggiunto, non fa parte della struttura della casa, la miriade di fili lo debbono raggiungere da fuori in un ammasso informe di cavi male arrotolati ed intrecciati, anche perchè se ben arrotolati farebbero "effetto solenoide" ed il segnale avrebbe a risentirne;
e quanti sono quei fili! quello di rete elettrica con relativo trasformatore, le antenne (ora sia satellitare che terrestre), il cavo dei decoder (Sky e satelitare), il cavo del mangiacassette, il cavo del lettore DVD, la rete del computer, i cavi delle casse e del sistema surround...
sigh, siamo ancora nella preistoria!
Uscire dalla preistoria in edilizia non è facile.
Sarebbe facile, in quanto non vi sono particolari impedimenti tecnologici: le cognizioni tecniche ci sarebbero, ma vengono utilizzate per tutte le altre branchie dello scibile umano, ma non per l'edilizia.
E questo per mancanza di ricerca applicativa, di innovazione dei cantieri, di attenzione imprenditoriale alla materia; in pratica, riassumendo, di cultura degli addetti ai lavori, compresi ovviamente i tecnici, architetti o ingegneri che siano. Si, difetto di cultura.
Gli architetti tendono a quella progettazione da "numero uno", a quel "o famo strano" di verdoniana memoria: a quelle forme irripetibili, e spesso invivibili, poco funzionali e mal funzionanti, troppo belle per essere vere, troppo astrali per essere nella storia, non riproducibili perchè "l'arte deve essere una", deve essere come la moneta: " unica":
Montesano (ai tempi dell'introduzione dell'euro, in un celebre monologo del suo personaggio “vecchietto senza dente davanti”, che fischia dal suo spazio interdentale) viene catapultato da un camion della spazzatura direttamente in discarica, in perfetto tema di napoletanità; tira fuori dalla tasca la sua ultima diecimila lire, a lenzuolo, ormai scaduta, e declama: "ma non capisco proprio perchè tutti vogliono sta' moneta unica: io da mo' che cell'ho! eccola qui, unica, ma da mòòòò...!!!"
E così gli Architetti progettano monumenti, per passare alla storia, e non si curano dei problemi dell'habitat, dei milioni di vani di cui la gente ha bisogno, delle quantità di servizi e di verde da cui il quartiere dipende.
Si fanno grattacieli per industrie e grandi imprese, per centrali del potere; si fanno "nuvole" da esposizione per abbacinare visitatori da esposizione (tema molto attuale oggi in Italia, vista la onorata vittoria di Milano per l'Expò del 2.015). Invece quando passano al residenziale, apriti cielo (voce tuonante da film di Fantozzi):
Serpentone di Corviale, un Kilometro di prospetto, senza un balcone, di un fior fiore di Architetto, pezzo da novanta come Mario Fiorentini: peggio di Guantanamo!
IL SERPENTONE DI CORVIALE: ARCH. MARIO FIORENTINI
SERPENTONE
DI SPINACETO:
stesso discorso, fate voi.
Morale: gli interventi PEEP (edilizia economica e popolare) sono stati una grande occasione perduta, molto per colpa degli Architetti, anche se non solo.
Morale N. 2: quando nascono, ai bambini chiedetegli subito cosa vogliono fare da grandi; se dicono "l'Architetto", sapete Voi cosa dovete fare.










