32 - IN EDILIZIA LA STORIA E' ANCORA FANTASCIENZA
La fantascienza dell'altro ieri è la scienza di ieri.
L'utopia di ieri è la filosofia di oggi.
La visione preveggente di un passato prossimo è la descrizione, secondo l'immaginario collettivo, della realtà attuale.
Ma quello che progettavamo trentacinque anni fa, negli anni 60, non era il frutto di pura fantasia onirica, o di elucubrazioni psichedeliche: era frutto di meditazione tecnica, di innovazioni di ingegneria strutturale, di architettura pensata nello spazio e nel "fieri" del tempo; e continuiamo a precisare che, in contemporanea, persone che non si conoscevano, che non avevano modo di attingere idee ed immagini dall'altro, di diversa leva ed estrazione (l'arch. Valle, già allora affermato ai più alti livelli, ed il nostro gruppo di studenti di Architettura, da poco nato e formato da allora ragazzi), progettavano, per organismi diversi e dislocati agli antipodi del mondo, volumi e strutture con incredibili analogie, tutte apparentabili ad une edilizia che poteva apparire di fantascienza.
Ma fantascienza non era.
Il padiglione italiano all'expò di Osaka, ed il nostro cinema progettato per un lotto in via Cola di Rienzo a Roma, sono apparentati da una simile tipologia di pensiero.










