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Martedì 30 Marzo 2010 14:42

34 - LA SPECULAZIONE EDILIZIA

Scritto da  Guido del Cornò
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34 - LA SPECULAZIONE EDILIZIA

  Abbiamo visto nei capitoli passati che nonostante un forte fermento negli anni sessanta tese a promuovere le premesse ideologiche e tecniche per una trasformazione dell'habitat umano in senso moderno ed industriale; nonostante vi siano state delle grandi occasioni di investimento nell'edilizia pubblica (legge 167 e di edilizia economica e popolare) e privata (cooperative, ma anche costruttori che invece di sviluppare quartieri tecnologicamente ed urbanisticamente avanzati, hanno fatto mere operazioni da "palazzinari"); nonostante si sia creata quella energia indotta provocata dalla spinta dell'urbanesimo e della pressione demografica, che ha trasformato città storiche in megalopoli;  nonostante tutte queste condizioni favorevoli, le città si sono accresciute con criteri e standards abominevoli, non riconducibili in maniera riduttiva soltanto alla "speculazione edilizia".
  LA SPECULAZIONE EDILIZIA: termine eccessivamente inflazionato nel primo dopoguerra democristiano del boom edilizio dal '63 in poi, ed oggi ripetuto a memoria forse senza conoscerne il significato e l'origine.
  E' appunto del '63 il film di Francesco Rosi "Le mani sulla città".

  LE MANI SULLA CITTA’

  "In un degradato quartiere di Napoli, un palazzo crolla a causa dei lavori di demolizione ad esso adiacenti, causando morti e feriti.                           Responsabile del disastro, l'imprenditore edile Edoardo Nottola viene coinvolto in un'inchiesta da cui esce senza ripercussioni giudiziarie, ma inevitabilmente compromesso agli occhi del partito di Destra per cui è consigliere comunale. I compagni lo abbandonano e il suo nome alle elezioni viene ritirato, ma Nottola, inflessibile e protervo, attinge ad ogni risorsa del suo potere e, spalleggiato da alcuni consiglieri corrotti, diviene il primo candidato nel gruppo di Centro. Solo l'opposizione di Sinistra sembra decisa a contrastare la prepotente ascesa del costruttore.
  A guidarla è il consigliere De Vita che, dopo accurate indagini, porta alla luce il coinvolgimento di Nottola e dei suoi seguaci nella conquista di un appalto su cui poggiano cospicui interessi economici e politici. Nel frattempo, il quartiere afflitto dal recente disastro subisce un'ordinanza di sfratto che provoca la sommossa dei suoi occupanti, sfociando in duri scontri con le forze di polizia. Nonostante il malcontento popolare, i disordini dovuti al rovesciamento della maggioranza e la tenace resistenza dei suoi oppositori, Nottola otterrà comunque la carica di assessore all'edilizia, provocando profonde fratture anche nella Destra. Questa, con i suoi rappresentanti più compromessi, tornerà infine ad appoggiarlo per il proprio tornaconto."   (da Rai International on line)

  Che cosa è stata la "Speculazione Edilizia".
  Un torbido connubio tra interesse privato e politica, tipica del regime democristiano di allora: un imprenditore, in silenzioso accordo con politici del suo partito, acquista una vasta area agricola, spesso in disuso, lontana dalla città, nemmeno tangente ad essa, proprio per poterla acquistare a poche lire.
  il Comune, trasformando improvvisamente il proprio Piano Regolatore, (ma anche spesso senza trasformarlo, agendo di iniziativa propria in assenza di un preciso strumento urbanistico, o in deroga allo strumento esistente), costruisce nell'area intermedia tra la città ed il terreno, in questione investendo denaro pubblico, tutte quelle attrezzature ed urbanizzazioni primarie e secondarie di cui quel terreno avrà bisogno per essere utilizzato per costruzioni residenziali (per urbanizzazioni primarie si intendono strade, fogne, linee di elettricità e gas, linee di trasporto pubblico; per urbanizzazioni secondarie si intendono i servizi di ordine superiore, scuole, ambulatori, poste, etc); quindi in pratica a spese dell'Ente Pubblico, e quindi della collettività, si creava un immenso valore aggiunto a favore del Privato proprietario del terreno di periferia estrema,  pagato due soldi, ed ora sopravvalutato in forza di un enorme profitto di partenza essendo divenuto costruibile e già ricco di servizi.
  E gli Architetti spesso sono stati professionisti conniventi ed indulgenti, mordendosi tra di loro per accaparrarsi le briciole dell'immane speculazione. Nascevano così quegli orrendi quartieri dormitorio creati da "palazzinari" incalliti di professione delle periferie urbane:
  i quartieri degradati di Roma, cuore del potere, di tanti nomi noti: Genghini, Marchini, Ciarrapico, Armellini, Mezzaroma, Lamaro, Lodigiani (poi riscattatosi, passando alle infrastrutture);
  le Milano 2, 3, ...n, dell'allora indebitato nostro attuale Presidente;
  società come le Condotte Acqua, la Salini, la Cogefar (gruppo Fiat), la Cambogi.

Ultima modifica Lunedì 25 Aprile 2011 16:29

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