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Martedì 30 Marzo 2010 14:43

35 - LA SPECULAZIONE EDILIZIA: MALGRADO TUTTO, UNA OCCASIONE MANCATA

Scritto da  Guido del Cornò
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35 - LA SPECULAZIONE EDILIZIA: MALGRADO TUTTO, UNA OCCASIONE MANCATA

  Abbiamo visto che grande occasione mancata (al fine della industrializzazione  dell'edilizia in termini di più ampia e moderna tecnologia)  sia stata la realizzazione di programmi di edilizia economica e popolare, progetti PEEP all'interno della legge 167 e successive;
  o quelli realizzati da cooperative, bianche o rosse che siano;


  e addirittura i programmi dei peggiori palazzinari, che comunque potevano essere una occasione (appunto mancata) di una modernizzazione del "fare edilizia".
  D'altronde in tutte le altre branchie dell'industria il capitale privato è stato promotore ed artefice di ricerca, di innovazioni, di scoperte, di invenzioni: l'evoluzione della specie, funzionale ed estetica,  dalla carrozza all'automobile, in Italia è stata la Fiat a gestirla e portarla a buon termine; l'evoluzione dall'automobile,  intesa come pezzo di ferro capace di trasportarci, alla tecnologia aerospaziale ed aerodinamica dell'automobile di ultima generazione, è passata attraverso la formula uno, e quindi della ricerca di casa Ferrari, ma anche di casa Lamborghini, Bertone, Pininfarina, Abarth, etc. ... ed ancora, l'evoluzione della specie dalla macchina da scrivere ispirata al Vittoriano, alle più moderne macchine intelligenti, è passata attraverso la ricerca delle Olivetti, e quindi dei Di Benedetto, quindi ancora del capitale privato.
  E quindi l'investimento in ricerca ha prodotto in seguito grandi utili.
  Solo in edilizia tutto ciò non è avvenuto, anche se una enormità di capitali sono stati investiti nella crescita selvaggia delle città sotto la pressione demografica e la speculazione edilizia: da nessuna parte si producono cellule abitative carrozzate Bertone, perchè l'industria edile, con fare ottuso ed oscurantista, non ha mai investito in tal senso;
  mentre in campo automobilistico ogni accessorio viene integrato nella struttura della scocca in quanto il tutto è sottoposto ad un processo produttivo a progettazione integrale, in edilizia ogni accessorio viene aggiunto e posizionato in maniera episodica e casuale, e quindi con conseguenze antifunzionali ed antiestetiche: gli elettrodomestici sono appoggiati dovunque alla rinfusa, forse assemblati insieme o con soluzioni ad incasso, ma comunque sempre a-posteriori e post-progettati in aggiunta alla struttura; i mobili, i letti, i sanitari, i termosifoni, i condizionatori, sono sempre oggetti aggiunti; anche il televisore, che nelle automobili è ormai come il tom-tom incassato nel quadro comando, è aggiunto: solo ora, con l' LCD ultrapiatto, può apparire un quadro sul muro, ma comunque è aggiunto e appoggiato.
  Addirittura gli impianti vengono progettati a posteriori rispetto alla struttura principale, e ad essa poi vengono adattati e non integrati.
  Ma anche fatti estetici e di spazio ergonomico: nelle automobili gli spigoli non sono spigoli, ma nervature curve, il tetto non è piano come invece in maniera categorica è piano il soffitto nella stragrande maggioranza delle abitazioni; i vetri sono curvi e sfumati, addirittura alcuni sono fotocromatici e fotosensibili, si muovono con il cenno di un dito su un pulsante, nelle automobili; in edilizia, rigorosamente trasparenti, rigorosamente piatti, rigorosamente rettangolari, da aprire a mano con una maniglia antidiluviana; le portiere hanno le cerniere a scomparsa, nelle automobili; nelle case, rigorosamente a vista, del tipo preistorico con tondino in alloggiamento cilindrico esterno.
  Ma il più grave è la non flessibilità degli spazi, che crescano e si modifichino a seconda delle diverse esigenze sopravvenute, delle diverse funzionalità tra giorno e notte, della diversa consistenza familiare;
   più grave è la non aggiungibilità degli spazi e delle funzioni;
  la non ripetibilità per una sana produzione industriale e di serie in grandi quantità.
  Un giorno facevo questi discorsi, ed un mio interlocutore mi disse: "meno male, altrimenti sarebbero tutte uguali, le abitazioni".
  Ed io replicai: "girati intorno, e dimmi quante macchine vedi, e se ne vedi una uguale all'altra; e dimmi invece se vedi abitazioni diverse da una sommatoria di cubi 4x4x3 nel migliore dei casi, o meglio, 3x3x3, tutte uguali".
  Continueremo questo ragionamento.
  Qui desidero solo sottolineare provocatoriamente che. per assurdo, anche la peggiore "speculazione edilizia", nonostante tutto, si potrebbe considerare una occasione mancata: aveva una carica ed un potenziale (l’enorme dimensione) che non ha sfruttato.

Ultima modifica Lunedì 25 Aprile 2011 16:25

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