75 - ANCORA LE ASL (ma anche il Catasto)
Nei giorni scorsi sono stati arrestati, o iscritti nell'elenco degli indagati, oltre trecento ispettori delle ASL, per abuso di ufficio, o reati riconducibile ad una forma di "pizzo".
D'altronde non è una novità che le Imprese Italiane siano sottoposte ad una grave forma di taglieggiamento da parte dalle pubbliche autorità ispettive, di qualsiasi arma o settore di controllo esse siano.
STABILE IN VIA ADIGE N. 39
Parlando dei cantieri edili, di cui sono testimone diretto, spesso l'Ispettore si presenta con un fare intimidatorio, persecutorio;
non aiuta l'azienda nella crescita lungo un percorso di miglioramento o di ammodernamento delle sue strutture;
anzi, forte di cavilli e di normative ottuse e spesso sbagliate, minaccia gravi multe, minaccia di dover segnalare il caso ai suoi superiori, (definendoli "quelli cattivi", mentre lui "sta dalla tua parte, in trincea, quindi ti capisce"), minaccia di dover segnalare il caso agli altri Enti predisposti, moltiplicando all'infinito (o per quanti Enti ci sono, e sono tanti), la possibilità di subire multe salate;
per poi abbassare il tiro dietro ricompensa privata.
Ho già raccontato alcuni episodi gravi che sarebbero accaduti in cantieri da me diretti: troppo spesso gli Enti Ispettori perpetrano delle vere e proprie truffe legalizzate, delle riscossioni di tangenti dietro gravi minacce intimidatorie.
Ma a volte anche le inefficienze dell'Ente pubblico offrono il "La" a solerti impiegati che, perpetrando l'ostruzionismo, divengono improvvisamente efficienti dietro ricompensa.
Cito un episodio avvenuto al vecchio Catasto di Roma, quando ancora era in via di Reggio Calabria, e non era ancora informatizzato.
Richiedevo un semplice certificato di una particella catastale, non ricordo per quale progetto.
"Ci vogliono venti giorni" rispondeva il funzionario ostruzionista.
"Ma... mi serve subito, è una cosa semplice"
"No, è difficile... dovrei lasciare l'ufficio... ci vuole tanto tempo... una ricerca..." si ammorbidiva il funzionario che lentamente diventava solerte.
Per farla breve, il documento uscì fuori con centomila lire, che allora era una bella somma.










