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Sabato 29 Maggio 2010 09:06

49 – 1988: PALAZZETTO DELLO SPORT PER BELLAGIO (LECCO)

Scritto da  Guido del Cornò
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bellagio pianta 004 (2)49 – 1988: PALAZZETTO DELLO SPORT PER BELLAGIO (LECCO) - APPALTO CONCORSO - PROGETTO ARCH. DEL CORNO' GUIDO

  Già duemila anni fa gli ingegneri romani conoscevano – e le applicavano correntemente – le tensostrutture.


  Nel Colosseo, il più grande stadio di allora, nei tratti di parete tra le lesene vi sono collocate tre mensole sporgenti per ogni riquadro, nelle quali erano alloggiati i pali di legno utilizzati per aprire e chiudere il velarium, il telo di copertura che riparava gli spettatori, manovrato da un distaccamento di marinai e probabilmente ancorato a terra ad una serie di cippi inclinati che ancora oggi è visibile. 
  Ai giorni nostri lo stadio Olimpico di Roma, con una configurazione gradevole sorprendentemente bassa da terra, a dispetto della sua rilevante capienza, (grazie alla parziale sottoelevazione del terreno di gioco, sfruttando inoltre la forma naturale a conca del terreno attorno ad esso), è stato integralmente coperto per i mondiali 90 con una tensostruttura bianca.
stadio olimpico coperturaSTADIO OLIMPICO
A ROMA 

  L’immagine architettonica quindi di un complesso edilizio realizzato con due tecniche diverse, una stabile e stanziale, una aggiunta e smontabile, fa ormai parte di una cultura collaudata nel tempo. Qui propongo un mio Progetto per un Palazzetto dello Sport per la città di Bellagio (Lecco), frutto di un appalto concorso del 1988.  L’organismo edilizio prevedeva a terra una pianta simmetrica ottagonale, con campo per atletica rettangolare: gli spazi lasciati liberi dal lato lungo del rettangolo venivano utilizzati per tribune e servizi da una parte, per palcoscenico adibito a manifestazioni diverse da quelle sportive dall’altra

Anche qui, come all’Olimpico, il campo di gioco era previsto parzialmente interrato, per permettere un maggior rapporto visivo dell’architettura con il terreno esterno. La parte superiore, sopra i lucernai trapezoidali, che fungevano geometricamente da elementi di passaggio dalla pianta ottagonale alla pianta quadrata, si innestava una cupola sferica ma a pianta con matrice quadrata realizzata a mezzo di una tensostruttura, che si collegava strutturalmente al reticolato metallico di struttura del lucernaio (vedi pianta delle coperture e le sezioni).
 Questo connubio tra edilizia stabile e copertura smontabile, lungi dall’essere precaria sia strutturalmente che visivamente, può creare una interpretazione molto avanzata dell’assetto architettonico, con riferimenti al passato e tendenze al futuro.

                                         SEZIONI E PROSPETTI
 
bellagio pianta 006

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                                                                                               PIANTE

bellagio pianta (2) bellagio pianta 003 Lbellagio pianta 004 (2)
 

 
  Per amor di polemica e per spirito di cronaca, il mio progetto non vinse l’appalto concorso, anche se era anche tra quelli economicamente più vantaggiosi. Vinse ben altro, e qui mostriamo la realtà di quanto è stato realizzato: l’immagine da stalla parla da sola, non c’è bisogno di commento.

bellagio pianta 013

 

Ultima modifica Lunedì 28 Marzo 2011 17:37

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