A Bazzano, in via De Andrè, nei giorni scorsi di freddo intenso – sono stati raggiunti i meno 13 gradi - in alcuni appartamenti l’impianto di riscaldamento è andato in tilt e di questi tempi non è un disagio da poco.
Tutto a macchia di leopardo ma tant’è. A Cese di Preturo – e siamo sempre nel Progetto Case – è mancata l’acqua per mezza giornata e lo stesso è avvenuto a Coppito: colpa dei tubi invasi dal ghiaccio. Numerosi contenitori in vetro dei contatori, inoltre, si sono spaccati per il freddo. E quando la temperatura si è alzata per il vento di scirocco, non sono mancati gli allagamenti. Un’eventualità che in una località di montagna come L’Aquila doveva quanto meno essere presa in considerazione da chi ha costruito le palazzine. A complicare la situazione ci si è messo anche il vento che ha staccato di netto numerose paline frangi-luce montate sopra i balconi. E in montagna, si sa, di vento ce n’è sempre poco.
Ma non è tutto. Sempre nei giorni scorsi, come riportato anche dal quotidiano Il Centro, a causa del maltempo l’acqua è mancata nella postazione del 118 dell’ospedale San Salvatore, dove – dulcis in fundo – non funzionavano nemmeno i bagni. E le ambulanze? Ferme ma con il motore acceso: mancano luoghi adatti per parcheggiarle al riparo dalle basse temperature.
A questa situazione, risolta con il paziente intervento degli operatori della Gran Sasso Acqua e delle squadre dei Vigili del Fuoco, si aggiunge il traffico caotico che ogni giorno – e con la neve la viabilità è stata ulteriormente compromessa – mette a dura prova la rete viaria del capoluogo abruzzese.
Mancano i collegamenti tra le varie frazioni create dal Progetto Case, manca una viabilità in grado di sostenere l’invasione di camion e mezzi delle ditte edili che sono giunte all’Aquila. Dal casello di L’Aquila Ovest a Coppito – la distanza è di una manciata di chilometri – ci si possono impiegare anche quaranta minuti.
La situazione, dunque, all’Aquila è tutt’altro che risolta. Restano i dubbi sulle graduatorie del Progetto Case per l’assegnazione degli alloggi e restano i forti disagi taciuti dai grandi media nazionali. E nel sito di raccolta di Piazza D’Armi, intanto, restano ancora i cumuli di macerie, ammassate all’aria aperta e senza un minimo di copertura. Nessuno si azzarda a toccarle per un semplice motivo: contengono amianto. Comune e Protezione civile hanno detto che una soluzione al problema dei rifiuti generati dal terremoto e dalle conseguenti demolizioni (che ancora devono iniziare) sarà presto risolto.
Staremo a vedere. Intanto dal 6 aprile scorso è trascorso quasi un anno.
http://www.dirittodicritica.com/2009/12/27/laquila-il-flop-nascosto-del-piano-
case/











