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Mercoledì 26 Maggio 2010 17:25

45 – EMERGENZE URBANE: LE OLIMPIADI

stadio dei marmi45 – EMERGENZE URBANE: LE OLIMPIADI

  Mentre le Expo’ planetarie sono state la vetrina di tante innovazioni tecnologiche nell’edilizia e soprattutto nei suoi monumenti, le Olimpiadi sono state l’occasione per la riqualificazione urbana e territoriale delle città ospitanti, se non di tutto il paese.
  E’ tempo di Olimpiadi. Ed allora facciamo un po’ di “revival” nostrano, tornando ai mitici anni ‘60.

 

LO STADIO DEI MARMI

31 - ENTRARE NELLA STORIA... SI PUO'... SI PUO'

  Dagli articoli che seguiranno sulla EXPO’ STORY, si evince che in situazioni emergenti (appunto le Expò) Architetti ed Ingegneri fin dal lontano 1851 hanno creato delle pagine progettuali di alta tecnologia;
  quindi pensare che una Edilizia Hi-tech possa esistere, si può...
  non è fantascienza, i presupposti per la fuoriuscita dell'Edilizia dalla Preistoria ci sono, le cognizioni tecniche pure, .... , ma la volontà di utilizzare l'hi-tec in produzione di massa, per migliorare l'habitat, renderlo organico e flessibile, riporoducibile, trasformabile, smontabile e rimontabile (quasi come un manufatto arredo dell'Ikea), quella volontà... no, ancora non c'è; anche se "nulla hosta" perchè tale volontà ci sia.
  Vedi il Crystal Palace dell'Expò del 1851: a fine Fiera, fu smontato, e rimontato in altro sito con qualche aggiunta sostanziale ma con le medesime caratteristiche, come si vede nelle foto d'epoca qui sotto:

 CRYSTAL PALACE ALL’EXPO’ DEL 1951

  Come nell'HABITAT DI MOSHE SAFDIE all'Expò di Montreal nel 1967:
  "Un esempio di architettura forse difficile da digerire al primo impatto, ma  flessibile, trasformabile, aggiungibile, decurtabile; un "organismo in fieri" con una tipologia di immagine che affonda le sue radici nella gasba algerina (era attuale ed emergente la Battaglia di Algeri, film del 66 di Gillo Pontecorvo sui dieci anni di lotta di liberazione portati avanti dal F.L.N. - Fronte Nazionale di Liberazione); un'architettura veramente organica, pur nel cubismo di stampo razionalista delle sue forme, organica in quanto organismo come vivente nella sua adattabilità nel tempo e nello spazio alle esigenze degli abitanti  suoi fruitori.
 HABITAT DI MONTREAL
 
 Come nel Padiglione Italiano all'Expò di Osaka, nel 1970, dove viene completamente superato il concetto base di ogni struttura, fatto di pilastri e travi, tamponature e solai, tutti rigorosamente perpendicolari, verticali ed orizzontali.  Erano anni di grande ricerca. Era la vittoria del "trenta gradi" sull'angolo retto. Una vittoria che doveva avvenire, nel mondo del 68 quella sensazione era nell'aria, il “trenta-sessanta” doveva nascere, (come il Messia doveva nascere, chiunque esso potesse essere, nell'anno zero). Lo studio Valle era all'avanguardia per una progettazione rivoluzionaria. Nel 1972 ospitava al suo interno una compagine dello studio Tange, il più noto architetto giapponese.

 PADIGLIONE ITALIANO ALL’EXPO’ DI OSAKA – STUDIO VALLE
  
  E' di un anno prima rispetto ad Osaka, del 1969, il nostro Progetto di un Cinema a Via Cola di Rienzo.

Pubblicato in Dal progetto all'oggetto

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