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Martedì 15 Giugno 2010 13:32

78 - NORMATIVE DI IGIENE SUL LAVORO

78 - NORMATIVE DI IGIENE SUL LAVORO

  Mi rifaccio ad un simpatico post del 26/06/07 nel blog di ROBERTA ENGLARO:  A quanti di noi è capitato di stare a girovagare per una città o un paese e di avvertire un bisogno impellente? Che facciamo? ci rechiamo in un bagno pubblico o ci tratteniamo... Ammettiamo la prima ipotesi, domandiamo al barista o al ristoratore dove sia la TOILETTE, E LUI ci risponde: Lì, QUELLA PORTA IN FONDO. Per la serie: NON APRITE QUELLA PORTA (fra me e me). Ma non ascoltiamo la voce della consapevolezza, ma quella del bisogno. Apriamo e...
BAGNI CON PURFUM INCORPORATO (non affatto piacevole): come abbiamo aperto, richiudiamo subito!
BAGNI APPARENTEMENTE OK MA (perchè c'è sempre un ma) MANCA LA CARTAIGIENICA!!!
BAGNI SEGNATI DAL PASSAGGIO DEGLI ALTRI! (per la serie LASCIATE OGNI TRACCIA O VOI CHE ENTRATE)
BAGNI IN CUI SOLO UNO GNOMO CI PROTREBBE ENTRARE DATO IL LORO SPAZIO COSì LIMITATO!
BAGNI CHE STANNO NEL RETRO DEL LOCALE, FUORI, SITUAZIONE NON PIACEVOLE D'INVERNO! BAGNI IN CUI LA PORTA CHE LI SEPARA DAL BANCONE DEL BAR è UNA SEMPLICE E SOTTILISSIMA PORTA A SOFFIETTO: SEMBRA CHE NEL MOMENTO CRUCIALE, NON SEI DA SOLO;
BAGNI IL CUI ACCESSO è LIMITATO A CHI HA IL SOLDO (se non hai spicci sei perduto) e infine, ma veramente una minoranza,
BAGNI DECENTI A VOLTE SALOTTI  (MA NON importa l'eleganza nei bagni pubblici, MA LA PULIZIA)
  Ma non è dei bagni pubblici che qui si vuole dissertare, ma di quelli che le ASL impongono alle Imprese edili (e non) in forza delle normative vigenti. Si tratta delle latrine a serbatoio chimico, qui a Roma gestite e proposte da società come la Sebach, una tra le  Ditte cosiddette "ecologiche". Quanto descritto sopra da Roberta è un limbo, se non un paradiso, al confronto, in quanto quei wc una botta di sciacquone all'uso, ed una ramazzata in fine giornata la ricevono. Invece qui si raggiunge il sublime: i contratti di affitto dei wc chimici prevedono uno o due passaggi settimanali con l'autoespurgo, ma difficilmente questo avviene con regolarità: il lezzo... la puzza... lo spettacolo di ciò che offre la tazza dopo soltanto il terzo giorno (ma qui parliamo a volte di settimane) è oltre ogni più spinto immaginario: per cui gli operai giustamente continuano a farla nelle pilette di scarico delle terrazze, o nei bar per questioni più impegnative; e le imprese sono "costrette" dalle ASL a "pagare dazio" all'ecologia.

vinenzo statua dettaglio 168 - AGEVOLAZIONI FISCALI: UN'ISTIGAZIONE AL SOMMERSO
 
  Ammettiamo che un'impresa faccia un preventivo per ristrutturazione di una abitazione:
  "€ 100.000 + IVA, se vuole la fattura, con pagamento in assegni o bonifici bancari;
   € 80.000 al nero, senza fattura, con pagamenti anticipati ed in contanti."
  Il cliente, ovviamente, sceglie la seconda soluzione, perchè non ha alcun interesse per la prima, mentre per l'imprenditore, dato il forte sconto, è praticamente indifferente.
  La domanda nasce spontanea:
  "chi è l'evasore fiscale, il committente proprietario dell'immobile, o l'imprenditore prestatore d'opera?"
   ed invece si additano sempre e solo Ie imprese come bieche strutture di una economia sommersa e parassitaria, portatori sani di lavoro nero.
  Andiamo oltre con i ragionamenti.
  Vi sono le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni, con la possibilità di detrarre dalle tasse il 36% del capitale investito.
  Ma, per ottenerle, il lavoro viene sottoposto a quell'immenso inutile e costoso carrozzone delle autorizzazioni, del Direttore Lavori, del Responsabile della Sicurezza, del P.O.S., della comunicazione alle ASL, della fatturazione completa, dell'IVA anche se agevolata pur sempre al 10% (che il committente non recupererà mai, anche perchè non è calcolata nel 36% di possibile detrazione.
  La detrazione viene protratta negli anni, quindi diluita credo in cinque tassazioni successive, mentre i maggiori oneri per potervi aderire debbono essere sostenuti all'inizio, contestualmente ai lavori, quindi nel momento di massima difficoltà economica.

  Risultato: pochissimi aderiscono alle agevolazioni, che rimangono convenienti solo per i grandi lavori condominiali di ristrutturazione, dando un forte aggravio di lavoro non retribuito agli Amministratori, il cui costo poi troppo spesso ricade sulle imprese, con meccanismi al limite dello strozzinaggio.

 

Mercoledì 18 Novembre 2009 16:35

10 - Le prime esperienze di Lavoro

Furono per me anni di intensa ascesa, ricchi di contenuti.

Pubblicato in Dal pensiero al progetto

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