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29 - IN EDILIZIA SI IMPASTA E NON SI ASSEMBLA
 
 Qui auspichiamo che l'edilizia nell'immediato futuro esca dalla preistoria.
 Tutte le altre discipline industriali ormai sono completamente nel presente, se non addirittura nel futuro (con l'high tech): gli elementi vengono assemblati, collegati, con precisione matematica, tanto che il tutto può essere eseguito da robots e non più da uomini, che possono sbagliare. Ma non parlo di prototipi Lamborghini Galiardo o Murcielago.
  Parlo della normale industria automobilistica, quella commerciale, un qualsiasi Fiat cinquecento, una Opel Agila tutt'altro che astrale; o di un semplice elettrodomestico, con circuiti elettrici stampati o pressofusi, e non con impianti eseguiti da biechi "sbucciafili" quali sono gli elettricisti dediti all'edilizia; dove, per citare un  solo elemento qualsiasi, la coibenza al rumore (nel caso dell'automobile, ad esempio) o alla temperatura (nel caso del frigorifero, ad esempio), non viene ottenuta impastando con una betoniera "scarcagnata" palline di argilla espansa, o infrapponendo pannelli di poliuretano mal tagliato tra soffitto e controsoffitto (per inciso, il poliuretano può essere pensato ed usato anche come materiale nobile o con funzioni esteticamente e funzionalmente all'avanguardia: basta solo pensare che gli alettoni aerodinamici che vediamo nelle due immagini possono essere realizzati, - e forse lo sono, - in poliuretano rivestito di resina, leggerissimo e resistentissimo all'azione meccanica dell'atmosfera presa ad alta velocità).
  Invece in edilizia tutto si impasta: si impasta la fondazione, si impasta la struttura portante (travi e pilastri), si impasta il calpestio (i solai), il tutto mischiando quattro componenti - sabbia, ghiaia, cemento ed acqua;  miscuglio che viene chiamato calcestruzzo, gettato in opera in casseforme di legno, ove prima vengono posizionate le gabbie di tondino di acciaio, che abbina la sua forza a quella del calcestruzzo, formando quella strana mistura di componenti eterogenei, che viene definita "cemento armato". Si impasta poi quella strana mistura di sabbia e cemento per formare i massetti di posa dei pavimenti e le pendenze sui terrazzi; si impasta la malta per la posa in opera di intonaci, curiosa forma di finitura di muri, completamente diversa dai rivestimenti di carrozzeria per qualsiasi altro manufatto industriale; si impasta addirittura anche il colore della tinteggiatura, mescolando alle basi terre colorate (o ossidi industriali), plasmandole sugli intonaci con quell'orrendo strumento che è la pennellessa (non usata in alcun altro meccanismo di coloritura in altre branchie dello scibile umano): ben altro dalle verniciature metallizzate, vetrificate, sfumate, cotte al forno, delle peggiori carrozzerie di pur misere utilitarie da quattro soldi.
  In pratica, in edilizia si impasta e non si assembla.

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