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Articoli filtrati dai tag: INTELLIGENTE

28 - UN TRAMEZZO “UN SACCO INTELIGGI...IENTE”: alla Mondrian

  Finalmente dopo tanti anni di vaneggiamenti ideologici, non supportati sufficientemente dalla ricerca, anche l’industria si è rivolta a produrre il fotovoltaico,  e comunque i sistemi che utilizzano l’energia solare.
  Finora evidentemente non si intravedeva – ciecamente - l’utile economico: in tal caso solo la ricerca finanziata dall’Ente Pubblico può supportare tale “difetto”: ma l’ente Pubblico è stato altrettanto cieco dell’Ente Privato. La Beghelli, leader in Italia, ma anche tante piccole officine: come tante volte l’intelligenza dell’artigiano o del piccolo imprenditore, ha surclassato la grande industria, tesa solo verso i grandi guadagni immediati. Ma mentre la ricerca rivolta alla creazione di energia ha cominciato a varcare la soglia della preistoria, in edilizia altrettanto non ha fatto il mezzo di accumulo e di conservazione di tale energia, cioè la batteria.  Per i telefonini cellulari, dalle prime batterie “a carbone”, enormi, pesanti, poco assorbenti e velocemente scaricabili, siamo passati in breve tempo a batterie più affidabili, velocemente ricaricabili, con autonomie di qualche giorno. Inoltre il telefonino, ma adesso anche utensili elettrici di una certa potenza, lavorano con l’energia della propria batteria, e non con la rete.
   Invece nell’utensile “casa” questo concetto è fantascienza, mentre sarebbe un forte deterrente, per la distribuzione più omogenea nell’arco delle 24 ore del consumo energetico di rete, la possibilità di utilizzo di proprie batterie durante il corso del giorno, per poi ricaricarle nel corso della notte. Forse ci vorrebbero batterie che adesso ci potrebbero apparire enormi e quindi non proponibili. Ma pensate al grande volume, che si può considerare morto ai fini abitativi, occupato da tramezzi, tamponature, solai, intercapedini, tracantoni. Qualora  tali volumi, invece che di ottuso laterizio o di invasivo cemento, fossero realizzati con materiali intelligenti accumulatori di energia, lo spazio occupato da questi elementi architettonici non sarebbe “morto” ai fini abitativi, me “vivo” ai fini del loro utilizzo energetico. Quindi se tetti, lastrici solari. balconi, terrazze e prospetti dovranno essere pensati in futuro quali superfici di ricezione di irradiazione solare e di trasformazione della stessa in calore ed energia elettrica, tramezzi, tamponature ed altri manufatti, dovranno essere pensati quali elementi accumulatori di tale energia. Nel caso, attualmente molto probabile, che tale energia non possa essere sufficiente, tali accumulatori possono assorbire energia dalla rete nei periodi di minor consumo energetico, per poi alimentare la casa nel periodo di maggiore fabbisogno. Abbiamo così inventato un tramezzo “un sacco inteliggi...iente”.
  Ma ciononostante, in edilizia siamo nella preistoria, produciamo manufatti che al loro nascere sono già archeologia industriale. In qualsiasi altra branca della produzione umana, la realizzazione avviene a mezzo di un montaggio di elementi precostituiti: fin dai tempi della prima rivoluzione industriale, e poi a seguire con la rivoluzione dell’automazione, si costruisce “assemblando”. Invece, anche l’innovazione dell’ultimo secolo, la grande invenzione del cemento armato, anche questo si impasta. In pratica, da quando le case si facevano con lo sterco, il fango, l’argilla, la paglia, qualche pietra, ben poco è cambiato. La PRODUZIONE FOTOVOLTAICA, ancora non giunta al giusto livello tecnologico, ha comunque già fatto passi importanti dal punto di vista tecnico (certo non quale ad esempio le capacità  di accumulo di batterie per telefonini: il tema non sembra così appetibile dal punto di vista del profitto immediato); ma dal punto di vista estetico, e quindi ambientale, il nulla. Nasce l’esigenza dell’energia solare? Non si può aggiungere sul tetto un orrendo elettrodomestico adibito a questo: perché allora non mettere sui tetti anche il frigo o la lavatrice, che così non occupano spazio in casa? Eppure nella grande Architettura tentativi importanti di composizione tra esigenze tecniche e soluzioni formali vi sono stati: il grattacielo di Dubai insegna. Ma il nostro intendimento è di innalzare la capacità progettuale degli operatori e dell’industria edile, affinché quanto si produca non sia il prodotto di una iniziativa unica ed irripetibile, al limite del fantascentifico, pertanto sterile anche se potrebbe apparire un capolavoro, ma forse è un mostro. Bisogna cominciare a pensare l’edilizia, l’urbanistica, come un oggetto di “industrial design”, quale sommatoria complessa ed articolata di tante componenti elementari prodotti in serie, quindi riproducibili, ma assemblabili con tante possibili varianti, che permettano l’adattabilità funzionale all’individuo, e la gradevolezza estetica per l’immagine. Il problema è certamente soprattutto tecnico e di ricerca, al fine di trovare soluzioni alternative alla produzione di energia tradizionale, basata su combustibili derivanti da petrolio o da nucleare: ma gli investimenti in tal senso sono stati internazionalmente boicottati, per gli enormi interessi derivanti dalla compravendita del greggio. Tutti prodotti riproducibili, non derivanti da estrazioni o da manipolazioni degli equilibri atomici, che sono sia inquinanti che potenzialmente pericolosi (almeno fino a prova contraria: ma Cernobyl è ancora troppo vicino a noi):  Il solare, l’eolico, l’idroelettrico; ma anche l’alcool derivante dall’utilizzo di sotto-prodotti agricoli (patate, barbabietole, frutta poco commerciale dal punto di vista alimentare, fermentando potrebbero produrre alcool non commestibile, ma utilizzabile come carburante non inquinante e con bassi residui derivanti dalla combustione, a salvaguardia della fascia di ozono).
  Tutto ciò offrirebbe nuove opportunità e rilancio all’agricoltura nostrana (e non solo), oggi in grave crisi a causa dell’invasione di prodotti provenienti dall’emisfero orientale, di dubbia qualità ma acquistabile a basso costo; se innalzando il livello delle tecnologie attraverso gli studi e la ricerca si potessero perfezionare tali prodotti fino a renderli efficienti, affidabili, economicamente competitivi, con un rapporto di resa energetica congruo e giustamente proporzionato rispetto al quantitativo di prodotto impiegato, si arriverebbe forse, nella sommatoria di produzione con tecnologie differenziate, alla soddisfazione del fabbisogno energetico a livello planetario. Abbiamo fino ad ora individuato altre funzioni importanti per i principali elementi costruttivi degli edifici, (e cioè solai, tamponature, tramezzi, lastrici solari e tetti), che non siano quelle semplicemente strutturali, nonché di divisione interna e di limite verso l'ambiente esterno: ognuno di questi elementi deve essere progettato e realizzato in fabbrica (e non in cantiere) quale pannello modulare, elemento prefabbricato già pensato come portatore di una serie di funzioni primarie in esso contenute fin dalla loro creazione, e cioè:  1) ogni genere di impiantistica: A - elettrica, che può essere a mezzo di circuiti in rame stampati nel pannello stesso, sia in senso verticale che orizzontale, sia a solaio che a parete, con maglia ad esempio quadrata, per raggiungere il più possibile vicino ogni punto dell'ambiente da approvvigionare; assimiliamo agli impianti elettrici ovviamente gli altri impianti di comunicazione via cavo (TV satellitare e terrestre, fibre ottiche, telefonia, computer etc.); le giunture di discontinuità dell'impianto tra pannello e pannello possono essere realizzate in  alveoli predisposti ove siano alloggiati cappellotti di congiunzione con assemblaggio a vite, a mo' di tirante, che oltre tutto possa collaborare strutturalmente  con i principali "prigionieri" di ancoraggio, o addirittura sostituirli; B - di adduzione idrica e di gas, con tubazioni anch'esse da assemblare a mezzo di biconi "a stringere", o con tubazioni intere da aggiungere in opera in vani longitudinali già predisposti, orizzontali o verticali, coperti da pannelletto di accesso, che può fornire l'in-put per una progettazione grafica sulle pareti di tipo "Mondrian"; C - di riscaldamento, (a mezzo di serpentine sia a solaio, intradosso ed estradosso, che a parete); questo permetterebbe una regolare ed omogenea diffusione del calore, con circuito continuo a tre dimensioni, distribuite lungo le tre coordinate, e di non applicare corpi radianti, con evidente risparmio di spazio negli ambienti, ed una maggiore libertà di arredamento; D - di ventilazione e condizionamento, con la predisposizione dei canali di distribuzione dell'aria, delle bocchette di immissione, del vano di alloggiamento dei motori; E - di altra impiantistica, non tradizionale e finora non prevista nelle abitazioni, ad esempio di posta pneumatica per rifiuti domestici o organici, come già descritto. 2) Ma oltre all'impiantistica tali elementi costruttivi possono essere contenitori o portatori di: A - di batterie di carica elettrica, per un migliore approvvigionamento di energia, e per una migliore distribuzione del consumo di rete nell'arco della giornata; B - di contenitori boiler per magazzinaggio di acqua calda, per ottimizzare il contributo di energia solare proveniente da coperture e prospetti dell'edificio, che saranno formate da carrozzerie sensorie captanti raggi solari, come carters di rivestimento.
   I carters di rivestimento di cui abbiamo parlato, possono essere delle sovrastrutture di involucro da applicare all'edificio, sia in fase di progettazione per una nuova costruzione, sia a rivestimento di un fabbricato esistente; il fine è fornire all'edificio quella caratteristica funzionale (ma che può divenire anche estetica, di stimolo alla buona progettazione) che si desidera che assuma ai fini del fabbisogno e dell'approvvigionamento energetico, nonchè della coibentazione, e quindi della conservazione del calore. Da una parte occorre incentivare la ricerca sul tema, affinché i pannelli solari possano essere composti da materiale trasparente, se non dal vetro stesso, come appare in semplice fiction l'immagine sotto prospettata. Ed inoltre tali "superfetazioni", proprio perchè finalizzate alla produzione ed al risparmio energetico, potrebbero essere incentivate ed alimentate  a ricerca tecnologica, imparentata con la ricerca del design, rivestirebbe le città, donerebbe nuove opportunità di immagine ai prospetti, agli sky-line (linea di demarcazione tra profilo della città ed il cielo).

 
Qui a fianco abbiamo una foto di un rivestimento qualunque di un edificio fotografato casualmente per strada, che può apparire l'immagine di ciò che qui si intende per carter.  Pensate se le vetrate offuscate possano essere pannellature assorbenti  raggi solari. Sotto, quadri di Mondrian

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