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mordini disegno 181 - L’INCREDIBILE CARROZZONE DELL’ENTE PUBBLICO

  Stamattina mi sono recato nella mitica via Giulia (mitica sopratutto per me in quanto qui ho seguito il Liceo Classico, nell’altrettanto mitico “Virgilio”), purtroppo in I° Circoscrizione per noiosi motivi  burocratici: (con voce Fantozziana: “l’orrenda pratica di Occupazione di Suolo Pubblico”, per un intervento urgente sui cornicioni di un palazzo in piazza Vittorio Emanuele). Già vi ero stato ieri, ma l’impiegato, leggendo il giornale, con un fare di chi dice: “non vedi che sto lavorando?”, senza nemmeno guardarmi annoiato mi aveva risposto: “il pubblico si riceve il martedì ed il giovedì”. Oggi è giovedì. In portineria nessuno.
  Al primo piano, nella sala di ingresso, il solito relitto umano “portatore di handicap” non mi ha saputo indicare la stanza del preposto, immediatamente alle sue spalle.
   Dopo vari tentativi in altre stanze, con solerti impiegati ingollati di cappuccini, finalmente sono stato indirizzato nella stanza giusta.
   Prima fila, infine entro. 
  Lettura degli atti, qualche commento “e no… non si può fare… ora vediamo…”, ed infine, “va bè … la presenti così… vada a pagare la reversale… poi vada a prendere la marca da bollo… poi vada al protocollo… avanti un altro...”  “ma… mi scusi…”  “avanti un  altro…”
   Solita trafila per cercare l’ufficio per la Reversale: finalmente trovo la fila: altra mezz’ora. Quando riesco ad entrare la solerte impiegata con sorriso a quarantacinque denti in ben sette minuti mi scrive la riversale di …. € 6, ripeto in lettere, euro sei. Sto per darLe le monete: “E no, noi non prendiamo denaro...”  “Ma come …”  “E’ la prassi, deve andare alla Cassa, al piano di sotto”
  Scendo a quattro a quattro i gradini del palazzo sontuoso; portineria… nessuno; sala riunioni… cappuccini;  “mi scusi…”  “siamo in riunione…”
   Finalmente trovo la Cassa: Banca Nazionale del Lavoro: uno sportello bancario traslocato nella sede del Primo Municipio, per incassare i vari 6 euro dei poveri malcapitati. Infine la marca da bollo: “ma noi non le vendiamo…”  “e dove…”  “in via Giulia…” Corro trafelato: chiedo ad una coppia di “operatori ecologici” (ex spazzini), che tubavano in orario di lavoro (fortunatamente maschio e femmina): “Al di là della strada, oltre il semaforo”. Entro di corsa nel tabaccaio, la signora mi chiede: “La marca, da quanto?...”  “E che ne so… porca p…. devo fare un’O.S.P.”  La signora, capita la “mala parata”, mi da subito una marca da 14 euro (mi sembra): pago e fuggo via. Infine l’ufficio protocollo: solita trafila per trovarlo, un quarto d’ora per mettere un timbro di protocollo, il tutto rigorosamente aiutato dal computer di bordo. Altro che “Castello” di Kafka: una mattinata, cinque impiegati, per incassare 6 euro!

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