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DSC04163 l82 - FINALMENTE UNA INIZIATIVA PER LA SICUREZZA: quella vera
DAL CPT: COMITATO PARITETICO TERRITORIALE

   Emanazione della Cassa Edile, e a mezzo di finanziamenti provenienti dalla Regione, il CPT di Roma ha messo a punto una nuova iniziativa di monitoraggio dei cantieri, che ne accettino ed approvino la presenza, ai fini di un monitoraggio in funzione della sicurezza.
  Un tecnico laureato (ingegnere o architetto), sempre un professionista esterno con regolare mandato, (e quindi non un bieco burocrate), dopo una prima visita di controllo, esprime i propri suggerimenti all'imprenditore per un giusto adeguamento alle norme, e per una riduzione delle occasioni di rischio, sempre presenti nei cantieri.
  Le visite si ripropongono mensilmente, e quindi l'Impresa viene accompagnata passo passo a migliorare le proprie strutture, i propri progetti sulla Sicurezza, le proprie iniziative, nonché la propria preparazione in materia, anche con l'ausilio di corsi regionali, che il CPT promuove e realizza, addirittura a titolo gratuito (e quindi non aggravando le già sempre più precarie situazioni finanziarie delle Imprese, troppo aggravate da una enormità di onerosi impegni burocratici, corsi pagati a peso d'oro, visite mediche rituali a prezzi da specialisti luminari, etc.): non quindi Ispettori dal fare investigativo e persecutorio (come i nostri beneamati Burocrati di Enti predisposti al pizzo di Stato, che con il fantasma di multe fuori proporzione, taglieggiano le Imprese a titolo pubblico e privato); ma tecnici della Sicurezza, che con il dialogo, con il sorriso sulla bocca, senza l'ansia provocata dalle multe devastanti, correggono l'iter e la gestione dell'Impresa.
  L'imprenditore, che ha come ovvio obiettivo primario la resa del lavoro, a seguito di tali visite costruttive dopotutto acquisisce nel cervello un ritmo mensile per perfezionare ed adeguare gli impianti e la gestione, a quanto suggeritogli da questa nuova figura che gli si affianca silenziosamente e con cortesia: un ritmo che lo porta a voler fare "bene" (adottando un linguaggio sempre più adottato in campo calcistico).
  Quindi la Sicurezza, che è bene primario, ma che nell'ottica quotidiana del lavoro spesso appare come un semplice corollario, anzi un optional aborrito (soprattutto quando si è passati sotto le grinfie, la gogna ed il giogo di solerti Ispettori), ritorna ad essere priorità assoluta.

  L'iniziativa è ottima, invito le Imprese ad aderire: è come sottoporsi mensilmente alla visita di controllo di bollino blu (come per i gas di scarico): l'Impresa che aderisce ottiene quasi un imprimatur, una ISO, una SOA, di bontà sulla Sicurezza, una Certificazione di buona condotta.

Sabato 12 Giugno 2010 16:07

64 - PIANI DI SICUREZZA

ponteggi64 - PIANI DI SICUREZZA

 

  Da quanto emerso nei Capitoli precedenti, il problema della Sicurezza nel posto di lavoro, lungi dall'essere assunto come responsabilità ed oneri dalla collettività, e quindi dall'Ente Pubblico, viene lasciato come una mannaia fortemente ed ottusamente onerosa sul collo dell'imprenditore privato, che ne viene schiacciato. Così sono tutti buoni a cavalcare l'onda dei paladini della sicurezza!!! E' facile lasciare sulle spalle del privato un onere sociale, oltretutto criminalizzandolo se non fa quanto intimatogli: e cioè se non produce ad esempio l'enorme ed inutile quantità industriale di carta straccia che compongono i cosiddetti Piani di Sicurezza; sul tema vi è da sottolineare qualcosa, che sicuramente l'ignaro lettore non può sapere: in un cantiere edile di ristrutturazione il Committente (un Condominio, ad esempio) deve nominare un proprio Rappresentante per la Sicurezza "in fase di Progettazione", che redige il primo voluminoso "Piano di Sicurezza in fase di Progettazione" (montagne di documenti fotocopiati o messi insieme con il copia-incolla"); su tale documento, oltre che sul Capitolato di Appalto, vengono indette le gare ove le Imprese presentano le loro offerte. A gara di appalto espletata, il Committente deve nominare un proprio Rappresentante per la Sicurezza "in fase di esecuzione", che può anche non essere lo stesso professionista di prima, e che dovrebbe controllare la messa in pratica delle norme di sicurezza del Piano.

  L'Impresa, dal canto suo, deve nominare il proprio Rappresentante per la Sicurezza, che redige il P.O.S. "Piano Operativo di Sicurezza", altro faldone di quantità industriale di carta straccia, eseguito con il copia-incolla. I lavoratori, a loro volta, devono nominare il loro Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori, che può fare solo chi ha seguito esplicito corso presso  organi competenti, naturalmente a carico sia di denaro che di tempo lavorativo del solito "ortolano", il datore di lavoro; mansione che nessuno vuole assumere, per cui fino a poco tempo fa (ora non è più possibile) è stato uso comune che i lavoratori firmino un documento ove non si nomina alcun Rappresentante, anche perchè i lavoratori, che sono i principali interessati al sistema, non sono nella realtà mai ritenuti responsabili di omissioni alle regole, in quanto l'unico vero "criminale" da spolpare è il datore di lavoro; (caschetti in dotazione mai usati: ma provate ad usarlo il casco, e vedrete che, limitando la visuale, molto spesso è causa di incidente; scarpe antinfortunistiche che si consumano regolarmente a pranzo e a cena, sempre a carico del datore di lavoro; scarpe che anche il datore di lavoro deve portare, con grave impedimento nell'ingresso in banche o altro, il che fa parte di impegno quotidiano; etc.)

  I lavoratori, a cura e spese dell'ortolano, devono sottoporsi ad annuali visite mediche, che non passano le ASL (e quindi un Ente Pubblico), ma specifici cosiddetti Medici del Lavoro, categoria ormai assunta ad Associazione di Trust, che sottopongono il solito ortolano ad una parcella senza possibilità di libera concorrenza, e quindi senza possibilità di replica. Ma, non contenti di una miriade di Rappresentanti della Sicurezza (del Committente, dell'impresa, dei Lavoratori), le ASL, Ente preposto ai controlli (non certo alle visite mediche dei lavoratori), sottopone i cantieri a visite periodiche ed estenuanti, incuranti della presenza di Tecnici Professionisti all'uopo già predisposti: e naturalmente le multe non le fa a questi preposti, ma al solito Imprenditore ormai già salassato abbondantemente; talmente salassato che, quando poi si tratta effettivamente di lavorare dopo tutte queste inutili farse, non ha più la forza economica di migliorare le attrezzature e le strutture di cantiere ai fini della Sicurezza, e si tiene quelle vetuste ed un po’ pericolose, spesso non volendolo.

  In pratica, tutto questo preambolo vuol dimostrare che intorno ai cantieri viene espletata una inutile ma intensa, o meglio voluminosa, attività di corollario che vorrebbe essere finalizzata alla Sicurezza, ma che invece non solo è inutile, ma forse è proprio dannosa, e forse addirittura causa di incidente. 

  La Sicurezza è un bene sociale, è un dovere collettivo, e non una condanna o una pietra al collo per l'imprenditore, e quindi dovrebbe nascere un fondo di credito agevolato, che permetta l'accesso a denaro veloce che paghi le fatture relative all'acquisto finalizzato al Lavoro sicuro, con possibilità di restituzione tranquilla: così si aiuta la Sicurezza, perchè la Sicurezza è di tutti, non solo onere per l'iniziativa privata."

  Ma già esiste l'Ente, o più Enti, che potrebbero essere predisposti al credito agevolato a favore della Sicurezza: la Cassa Edile, per le Imprese Edili, l'Inps, l'Inail, tutti Enti a cui mensilmente le Imprese versano tonnellate di proprio denaro per contributi mal assortiti e mal destinati.

  Perchè mal destinati....

  Le pensioni che attualmente vengono pagate ai lavoratori di ieri, non sono in cassa dell'Ente, ma vengono finanziate e prelevate dai versamenti dei lavoratori di oggi, che quindi vedono versati ad altri i loro risparmi accantonati per la loro vecchiaia...

  due domande sorgono spontanee:

  la prima:

  i lavoratori di domani saranno disposti a finanziare con i loro versamenti le pensioni dei lavoratori di oggi?

  Se la risposta è no, rimangono forti dubbi che i lavoratori di oggi possano accedere in futuro ad una pensione, o comunque andiamo avanti aggrappandoci e graffiando specchi in forte pendenza verso tale tendenza.

  la seconda:

  il denaro versato dai lavoratori di ieri, che fine ha fatto?

  Quale errore gestionale è stato effettuato, per consumare ed annientare una massa di denaro così grande?

  Quali sperperi, con costi abnormi di un immane carrozzone da Ente inutile, sono stati perpetrati?

  Ancora peggio, chi se l'è mangiato?

  A domanda, nessuno risponde.

  Ed allora, almeno, il denaro dei contributi versati oggi agli Enti Previdenziali, venga usato finalmente bene, per finanziare ad esempio la Sicurezza dei cantieri.

  Analoghe argomentazioni si potrebbero portare avanti anche nei confronti delle organizzazioni sindacali, anch'esse organizzazioni (spesso falsamente) orientate verso gli interessi dei lavoratori.

  Anch'esse gestiscono masse di denaro enormi, investendo in tante iniziative che a volta nulla hanno a che fare con gli interessi dei lavoratori, ma rivolte alla capitalizzazione dei contributi dei propri iscritti in iniziative di carattere imprenditoriale di tipo "capitalistico".

  Bene, qui si propone di attingere da queste masse di denaro di tipo para-pubblico per iniziative di vera Sicurezza, finanziando gli ammodernamenti di imprese private richieste da Ispettori al servizio della Sicurezza, e non al servizio di uno Stato strozzino, che ha inventato un meccanismo perverso per reperire soldi attraverso quella che viene definita una  campagna per la sicurezza, il cui vero fine è impinguare le casse dello Stato stesso, o di qualche solerte Ispettore che ti propone silenziosamente di chiudere un occhio a fronte di una busta.

 

  E qui credo che mi farò nemiche tutte le organizzazioni sindacali: il tutto in nome della Sicurezza.

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