Martedì 02 Febbraio 2010 15:24

Mordini

Scritto da  Guido del Cornò
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Si tratta del restauro delle facciate (circa 12.000 metri quadri) di un palazzo sito in via Mordini, di fronte al liceo Mamiani, di ottima fattura, con una immagine perfettamente collocata nel periodo storico della data della sua costruzione.
Il light-motif dei prospetti è l'inserimento di riquadri in terranova tra pilastrature bugnate e lesene di coronamento, ad esaltare le superfici di base lisce trattate con intonachino color ocra; il tutto su un basamento bugnato con disegno incoerente.
Questa è la storia di un restauro conservativo:

http://www.delcocostruzioni.com/ 


i lavori sono iniziati il 03 settembre, con la Direzione Lavori dell'ing. Alessandro Salvago De Gennaro.
In questi giorni sono state eseguite prove di colore, al fine di interpretare le cromie originali, e di studiare le varie fasi di intervento e mettere a punto i dosaggi dei vari materiali.
Ci hanno affiancato i tecnici della Tecnochem e Stefano Pirisi della Pirisi sas, tecnico del colore.

RELAZIONE SU SONDAGGI E PROVE DI COLORE

Abbiamo eseguito sondaggi, prelevato campioni di intonaco e di colletta, e fatto sottoporre ad analisi chimiche i campioni rilevati (nei laboratori della Ditta Tecnochem, che ci ha inviato le proprie considerazioni tecniche, a cui rimandiamo).
 L’intonaco appare essere stato eseguito a mezzo di un impasto a base di grassello di calce; la colletta per la rasatura finale, anch’essa a base di grassello di calce, è stata  additivata con inerti composti da terre gialle derivanti da triturato di materiale di natura tufacea. 
Si tratta di una malta composita, il coccio pesto, già ben nota a storici e critici dell’Architettura antichi, primo ma non solo Vitruvio. 
Citiamo da un testo rilevato dal sito www.crocedilizia.com del 28/03/07 :

Vitruvio: chi era costui... una specie di arcaico eroe che nel primo secolo dopo Cristo menzionava la tecnica del "Coccio Pesto" quale tecnica antica: oggi in piena fase di riesumazione e di studio, all'interno di quella schiera di tecnici e ricercatori che fanno del recupero conservativo il proprio humus professionale.

   “L'uomo di Vitruvio diviene il tema centrale di Leonardo per una Architettura - ed uno spazio intorno all'uomo - a misura dell'uomo stesso: e diviene il motivo conduttore di tante concezioni dell'arte (non ultimo il Modulor di Le Corbusier) e tema inquietante di film quale "il Codice da Vinci".

  La celebre immagine è conservata nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia; il disegno vuole rappresentare la centralità dell'uomo, ed è oggi nelle tasche di tutti gli italiani e di molti europei, essendo il simbolo impresso sulla moneta da un euro.
  Leonardo lo realizzò nel 1490, riprendendo il testo del terzo libro del De Architectura del celebre architetto romano Vitruvio, riguardante le proporzioni umane: "Vetruvio architetto mette nella sua opera d'architettura che le misure dell'omo sono dalla natura distribuite in questo modo. Il centro del corpo umano è per natura l’ombelico; infatti, se si sdraia un uomo sul dorso, mani e piedi allargati, e si punta un compasso sul suo ombelico, si toccherà tangenzialmente, descrivendo un cerchio, l’estremità delle dita delle sue mani e dei suoi piedi".
  E' così che Leonardo scriveva dell'opera che aveva appena realizzato. 
Il suo uomo si iscrive in modo perfetto, in piedi con le gambe e le braccia allargate, nelle figure geometriche considerate perfette: il cerchio e il quadrato.”

  Su tale tema - il Coccio Pesto - componente essenziale di più ampi corollari nel campo dell'Architettura Biologica (termine ormai trito e desueto), torneremo nel pubblicare interventi di restauro conservativo eseguiti a Roma, in via Adige 48, in via Adige 39, in Via Pimentel 2, nonchè lavori attualmente in corso d'opera di ristrutturazione di un casaletto antico a Pontecorvo”

        
        VIA ADIGE 48                           VIA ADIGE 39                                      VIA PIMENTEL 2                                 PONTECORVO

   Abbiamo un po’ divagato sul tema.
  La colletta così realizzata, di colore con additivi derivanti da terre gialle (quasi sicuramente nella fase della prima edificazione, ma può essere anche in fasi successive e diversificate), è stata trattata e finita con tinta sempre a base di calce, ma con sovrapposizione stratigrafica di tinte (come leggiamo nella Relazione della Tecnochem): la tinta superiore con inerte derivante da triturato di mattone, la tinta inferiore con pigmenti ocra.
 
  Vi sono infine in varie zone tante superfetazioni di colori non originali, coprenti, di origine plastica e sintetica, sicuramente da asportare e abolire.
 
          
  
  Le prove di colore che abbiamo prodotto, sono state realizzate tutte con colori a base trasparente di silicati, della linea SILPAINT della UNIVER.
 
  I colori ai silicati come struttura fisica risultano essere quelli più vicini ai colori a calce, quindi offrendo la massima traspirabilità alla muratura ed agli intonaci, e non offrendo quell’effetto troppo coprente delle tinte sintetiche, anzi permettendo un effetto “lavato”, soprattutto se trattato con velatura finale.
 Abbiamo eseguito le prime prove con il doppio accoppiamento di due tonalità di colori, quindi con i quattro colori base che più si avvicinavano alla cromia della stratigrafia riscontrata, con additivi da terre o inerti da mattone rosso e derivati tufacei. 
 I campioni a loro volta sono stati trattati con diverso trattamento, fino all’effetto spugnato con velatura finale.

  In basso a sinistra si nota anche il colore rilevato dalla rasatura in grassello di base con colori di terre giallle, l’intonachino di cui abbiamo accennato precedentemente, che risulta essere alla base della tinteggiatura.
   La bontà dei colori, la scelta delle cromie, va lasciato alla libera interpretazone ed al gusto degli utenti: ogni scelta nel campo è frutto dell’opinione personale, per cui si dovrà addivenire ad un processo di sintesi tra gusti molteplici.

  Un discorso a parte va fatto per la terranova ed i bugnati: 
  abbiamo eseguito le prove di colore anche sulla terranova (che vediamo nel riquadro centrale.e nella foto qui sotto), ottenendo un effetto troppo coprente:
  inoltre dall’analisi più attenta su terranova e bugnati si può notare che gli elementi originali non sono stati tinteggiati, a differenza delle parti di facciata piane o cornici e cornicioni. 
  Abbiamo così provato ad eseguire un consolidamento ed una protezione degli elementi al vivo, con le seguenti modalità:
-  lavaggio con acido, per asportare lo sporco da smog; questo si potrà eseguire, in fase di lavorazione reale, con l’ausilio di una idropulitrice;
- mano di isolante ISOSILPAINT;
- silicato trasparente, senza additivi colorati. 
  In pratica, il ciclo di trattamento è identico, ma a meno degli integratori di colore.
  L’effetto ci pare quello desiderato, e quanto più vicino alla realtà iniziale di nascita.
  Abbiamo anche provato l’effetto che si raggiunge sulla terranova così trattata, a contatto o in contiguità con le parti tinteggiate con i colori tradizionali.

     

     

   
                                 LA FACCIATA SU VIA MORDINI RISTRUTTURATA 
             


Ultima modifica Giovedì 30 Giugno 2011 14:26
Continua in questa categoria: « Pimentel VIA TUNISI 7 »

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