1994Si trattava di un muro di contenimento terra in blocchi di tufo, in stato avanzato di ribaltamento, con situazione di grave pericolo.
Rivoluzionando un precedente progetto di intervento (che prevedeva la demolizione del muro e la sua ricostruzione in cemento armato: ma ciò comportava la esecuzione dal terreno limitrofo, di proprietà altrui) abbiamo ingabbiato con tiranti realizzati con barre filettate del 28, imbullonate con piastra, ed ancorate immerse nel getto di calcestruzzo dei pali realizzati a monte del terrapieno.
Il cantiere si trovava in piena zona sismica, per cui il progetto ed il calcolo del cemento armato andava presentato ed approvato dal Genio Civile: N.B.: il progetto è tornato approvato circa due anni dopo dalla fine dell'esecuzione dei lavori, alla faccia di un situazione di estrema emergenza. Il Comune l'h poi aprovato di conseguenza, rilasciando a-posteriori la concessione ad eseguire.
Noi l'abbiamo eseguito in tempi rapidi visto lo stato di pericolosità, rischiando di essere accusati di abusivismo e di attività in contrasto con le leggi in zona sismica: ci vuole coraggio!
Ricordo la curiosità che provocò l'arrivo, in pieno centro del piccolo Comune abbruzzese, dei TIR articolati carichi con le gabbie di armatura di acciaio da calare nelle perforazioni effettuate per l'alloggiamento dei pali











