PONTEGGI ED OPERE PROVVISIONALI PRECARIE
LEGNO E CHIODI IN FACCIATA DEL TEMPIO ALL'IPERTECNOLOGIA DEL CENTRO POMPIDOU
PONTEGGI SOSPESI E CARICATI CON GRANDI PESI ED ANCORATI CON STOP (tipo pensili da cucina)


PONTEGGI A PALAFITTA
SICUREZZA SUL LAVORO IN FRANCIA
Passeggiando per Rouen, attratto dal rumore assordante di un martelo demolitore in un negozio in ristrutturazione, mi sono affacciato:
operaio regolarmente senza occhiali nè cuffie.
Su un piccolo carro ponte nelle strade di Parigi, caricato di un bombolone di gas che poteva sbilanciare il carrello, l'operaio regolarmente senza cintura di sicurezza.
PROVERBIALE PULIZIA DELLE STRADE A PARIGI
Certo appare bene il lavaggio automatico delle cunette, a mezzo di un grande sprco di acqua, senza sufficente risultato;
ma la domenica mattina, lungo i chilometri di ciclabili che percorrono la città, occorre fare la ginkana tra bottiglie e lattine di birra in quantità industriale. Sì dopo puliscono, ma l'eccesso di sporco (che a Roma ad esempio trovi cocentrato solo in alcune zone, come Campo dei Fiori), a Parigi è diffuso in tutta l'area metropolitana, segnale di un grave disagio sociale sopratutto tra i giovani.
Ed esteticamente non sono come quelli storici di Montmartre, che ti fanno anche la caricatura, quali pittori in declino o mai decollati: si radunano per le strade tra i passanti, su materassi messi in un angolo durante il giorno, e spostati nelle antivetrine dei negozi non protette da inferriate, alle 19.30 della sera.
I CLOCHARDS
Certo cammuffato da un nome che ha dell'epico e del bohemien, il barbone potrebbe essere solo un'aggiunta di colore folkloristico: ma la quantità enorme di clochards lungo le strade, in tutta l'area metropolitana ma sopratutto al centro, è un ulteriore segnale di un grave dissesto sociale, e qui non più sopratutto tra i giovani.
GLI ZINGARI
Lungo la ciclabile che costeggia il canale a nord di Parigi, che si snoda oltre Piazza Stalingrado, ancora in piena zona di passeggiata raggiungibile pedonalmente da mamme e passeggini, un agglomerato di bidonville da est europeo, degno della nostra peggiore Malagrotta sull'Aurelia (che però sta al tredicesimo chilometro, in un area raggiungibile con una rampa poco usata o in disuso dell'Aurelia stessa: e non in piena area cittadina, anche se un parco).












